MODULO 3: CULTURAL HERITAGE CENTRE – TINKERING

 Il modulo tre del progetto “PON – Cittadinanza Digitale – Cultural Heritage Centre” consiste nel valorizzare  il patrimonio culturale del paese di San Pellegrino Terme in lingua straniera (inglese).
Il nostro lavoro si articolerà in visite sul territorio finalizzate alla realizzazione di cortometraggi informativi al fine di esaltare e rivalutare le attrazioni turistiche tra cui il Grand Hotel, il Casinò, le piscine termali.
Inoltre, ci concentreremo sulla sperimentazione di prodotti tipici locali e i vini dell zona.

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“Whephone – Felice e Sconnesso” di Dino Colombi ovvero come usare il cellulare con intelligenza

 

Mercoledì 6 febbraio 2019, presso il teatro dell’oratorio di San Pellegrino Terme, è stato nostro ospite Dino Colombi, attore, autore e regista, con il suo spettacolo “Felice e sConnesso”; il pubblico era costituito da noi ragazzi della classe 2 A e da altre classi dell’Istituto

L’incontro è iniziato con dei giochi in cui noi ragazzi eravamo i veri e propri protagonisti.

Il primo “esperimento” era sulla concentrazione. Dino ci ha proposto un semplice gioco come: “batti le mani”, “batti i piedi”, “muovi la tesa”… . Questo esercizio, che può sembrare banale, in realtà ha come scopo dimostrare l’importanza della concentrazione, necessaria per riuscire anche nelle minime cose.

Lo spettacolo è entrato nel vivo attraverso il racconto di un episodio che ha visto protagonisti Dino Colombi e suo nonno: quando era un ragazzino, Dino, non avendo voglia di aiutare il nonno nei lavori di falegnameria che erano la sua passione, gli ha regalato un avvitatore elettrico, in modo tale da non perdere tempo ad aiutarlo ed averne di più per giocare.

Lo spettacolo è continuato con una riflessione sull’invenzione della calcolatrice, che ora è diventata un’applicazione del telefono e che, ormai, utilizziamo in continuazione: questo ci ha reso molto meno abili e veloci nel fare i conti a mente…

Dopo questo esempio, Dino ci ha fatto ragionare sui meccanismi della rete, utilizzando come spunto le carte. Infatti, i giochi di carte che troviamo sul computer o sul telefono, ci permettono di giocare a distanza in tutto il mondo, con persone che non conosciamo. A partire da questa caratteristica, abbiamo iniziato una riflessione sui veri e propri problemi che stanno causando i telefoni cellulari nella nostra società.

Per esempio, spesso, quando camminiamo per strada, abbiamo lo sguardo fisso sullo schermo del cellulare, dimenticando di fare attenzione ai pericoli che ci sono attorno a noi; per questo motivo, diversi stati del mondo stanno inventando metodi per ridurre il numero degli incidenti provocati dall’uso improprio del telefono.

In Germania, per esempio, in alcune zone si sta sperimentando l’introduzione di semafori per i pedoni collocati a terra, accanto al bordo del marciapiede, proprio perché il nostro sguardo è spesso rivolto verso il basso; in Cina e a Washington i marciapiedi sono stati divisi in corsie distinte, riservate a chi usa il telefono mentre cammina e a chi non lo usa.

Queste soluzioni, che possono sembrare esagerate, sono stratagemmi che le amministrazioni pubbliche sono state costrette ad introdurre a causa di tantissimi incidenti, sempre in aumento, provocati dall’uso eccessivo del telefono.

Lo spettacolo ci ha poi guidato a scoprire varie curiosità e informazioni.

Quella che ci ha colpito di più riguarda il fatto che il cellulare è un apparecchio elettronico fabbricato con il coltan, che è un materiale che si estrae da grandi miniere, soprattutto in Congo, lì tantissime persone vengono sfruttate per estrarlo e tutti i giorni rischiano la morte.

Abbiamo anche approfondito alcune informazioni sull’applicazione di Whatsapp, specificandone l’età minima per iscriversi, ovvero 16 anni, e parlando dell’importanza delle emoticon per evitare fraintendimenti nella comunicazione on line.

Lo spettacolo – che ha una struttura “circolare” – si è concluso tornando all’episodio iniziale riferito al nonno del protagonista.

Dino ha raccontato di aver sognato di poter tornare dal nonno per chiedergli di aiutarlo, ricevendo, però, in cambio un rifiuto, accompagnato da un gesto in cui il nonno indicava il suo avvitatore elettrico: da quando lo aveva ricevuto in dono, non aveva più bisogno di aiuto.

Il racconto di questo episodio ci ha fatto molto riflettere, perché purtroppo, ai giorni nostri, la tecnologia ci toglie tanti momenti importanti, soprattutto nella nostra infanzia e, se la usiamo male, può finire con l’allontanarci dalle persone che amiamo, venendo meno alla sua funzione, che dovrebbe essere quella di facilitare i contatti con gli altri.

Partecipare allo spettacolo “Felice e sConnesso” è stata una bellissima esperienza, che consigliamo a tutti. Ci ha fatto tanto riflettere su molti aspetti che riguardano l’uso del cellulare.

Spesso, noi ragazzi non pensiamo ai rischi che si nascondono dietro i piccoli gesti banali che, quotidianamente, svolgiamo, soprattutto usando i social network.

Inoltre, per noi giovani, il telefono è diventato quasi una “malattia”: come ci ha fatto notare Dino Colombi, lo usiamo molto con poca prudenza e, quando non lo possediamo o è, semplicemente, scarico, ci sentiamo vuoti, insicuri e indifesi.

Con il cellulare possiamo fare moltissime cose, questo può portare vantaggi, ma anche svantaggi; per esempio, possiamo tenerci in contatto con persone che vivono distanti e questa è una cosa magnifica, ma purtroppo i messaggi che mandiamo, a volte, possono essere interpretati male e dunque possono nascere incomprensioni tra chi li

manda e chi li riceve. Proprio per questo sono state inventate le emoticon, il cui uso corretto è diventato indispensabile.

Questo spettacolo è differente dagli altri che si vedono solitamente a teatro: è molto interessante, ma anche tanto divertente e coinvolgente, perché i veri protagonisti siamo noi. Infatti siamo stati tutti coinvolti in piccole attività, in modo tale da non perdere la nostra attenzione.

Questo aspetto ci è piaciuto tantissimo e ci ha colpito in particolar modo, oltre alla grande capacità di Dino di stare sul palco e di entrare in contatto con tanti ragazzi.

Con semplici parole e schiette, ci ha fatto ragionare e il suo messaggio è arrivato molto chiaro.

Questo ci ha sorpresi, perché il tema al centro dello spettacolo era difficile da recepire per dei ragazzi giovani come noi, che pensano continuamente al telefono ed alla tecnologia, ma Dino è stato veramente bravo ed è riuscito a farci capire pienamente il suo discorso.

Quello che noi, ragazzi di 2 A, vogliamo dire agli altri giovani come noi che amano la tecnologia è che, quando non si ha il telefono, “si aprono gli occhi” e si vede la vera realtà, insomma si vede oltre i tanti filtri che la tecnologia ci mette davanti. E, soprattutto, ricordiamoci che, senza il telefono, si ha una marcia in più!

Grazie mille Dino Colombi!

(Articolo scritto da: Sonia Berizzi, Soukaina Fatihi, Michelle Frosio e Elisabetta Rota di 2 A)

Il biscotto Bigio (2 di 2)

I biscotti Bigio sono stati creati dal nonno di Luigi Milesi, creando lui stesso gli impasti del suddetto biscotto per non far scoprire la sua ricetta, questo prende una forma a mezzaluna.

Successivamente la ricetta è stata tramandata di padre in figlio ed è stata anche brevettata ma oggi non lo è più.

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Il biscotto Bigio (1 di 2)

I Biscotti del Bigio di San Pellegrino dall’inconfondibile forma a mezzaluna sono friabili e secchi allo stesso tempo, fragranti con un netto sentore di vaniglia, ottimi con il thè e il caffè. Hanno una peculiarità che li rende unici: nascondono un gusto ed un sapore inconfondibili che non stancano mai. È un frollino di colore dorato, profumatissimo, ammaliante e intenso al palato.  La linea morbida e lievitata ricorda i biscotti delle grandi tradizioni di pasticceria.  Un biscotto quotidiano perfetto anche da accompagnare con marmellate alla frutta e creme di cacao, eccellente per trasformazioni gourmet come dolci al cucchiaio e torte fresche.

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Acqua: un mondo da vivere anche in kayak

San Pellegrino Terme non solo è famosa per le sue fonti ma anche per le pulite acque che lo attraversano: dal fiume Brembo alle vallette laterali. In questo ambiente suggestivo si muove da tempo l’associazione Brembo Kayak che si pone come obiettivo la divulgazione della disciplina, che offre varie opportunità rivolte sia agli adulti che ai più giovani.

I corsi individuali e di gruppo vengono svolti sia nei periodi estivi presso il lago del Bernigolo (Moio de Calvi – BG) e sia durante la stagione invernale presso la piscina comunale di San Pellegrino Terme. Continua a leggere

Next stop: Canoe Adventure

Fasten  your seatbelts!

FOR AN INDIANA JONES’ADVENTURE, LET’S ROW DOWN THE RIVER BREMBO!

You have got it right! Indeed it is possible to practice both kayaking and canoeing if you come to San Pellegrino Terme. In fact, here there is  the association BREMBO KAYAK that was founded 10 years ago and permits people of all ages to go rowing a kayak or a canoe  along the river Brembo or on Lake del Bernigolo, not far from there. Don’t worry if you have never tried it before: courses are always avalaible for beginners to advanced. Continua a leggere

Birreria Via Priula

On the 23rd of May 2019 we visited the Via Priula Brewery  in San Pellegrino Terme. The factory was set up in 2010 owing to the passion for top quality beers of the two founders Mr Giovanni Fumagalli and Mr Mauro Zilli. The success behind the Via Priula Brewery is the close connection between the people who work there and their territory. Continua a leggere

The Casinò of San Pellegrino Terme

SOMETHING ABOUT SAN PELLEGRINO TERME…

The first form of tourism in San Pellegrino was the Thermal sector directly linked with the Grand Tour, which was the primeval form of travelling for pleasure and education of young British nobles on the mainland. Therefore, during the 18th  century, wealthy people started to put San Pellegrino on the map of the most attractive thermal destinations in Europe, investing time and money in this area. Continua a leggere

Birrificio Via Priula (2 di 2)

LA VIA PRIULA…

La via Priula è una strada del XVI secolo di importanza strategica e commerciale che collega la città di Bergamo a quella di Morbegno.

L’itinerario della Val Brembana percorribile ai giorni nostri parte da Mezzoldo e sale fino alla Cà San Marco; è ricco di testimonianze monumentali, culturali, specialità gastronomiche, accoglienti locande e alberghi. Continua a leggere

Birrificio Via Priula (1 di 2)

Il Birrificio Via Priula di San Pellegrino Terme nasce nell’agosto del 2010 dalla passione per le birre di qualità dei due soci Giovanni Fumagalli e Mauro Zilli.

Forti di una pregressa e ultradecennale attività hobbistica e ispirati dal successo ottenuto dalla Imperial Stout di Giovanni Fumagalli in occasione di un concorso per homebrewer, iniziano a realizzare le loro ricette presso gli impianti produttivi di altri birrifici, arrivando a produrre birre di qualità molto apprezzate e riconosciute anche dai più esperti, grazie a diversi premi ottenuti a livello nazionale. Continua a leggere