UNITI CONTRO IL BULLISMO

Sabato 17 febbraio, presso la sala ristorante del nostro Istituto, si è tenuto un incontro sul bullismo, sul cyber-bullismo e sui rischi e problemi che derivano dall’utilizzo dei social network.

Vincenzo Vetere e Cristina Passias, che hanno dato vita all’Associazione Contro il Bullismo Scolastico, con grande forza, ci hanno portato la loro testimonianza di ex vittime di bullismo, mostrandoci anche video e foto molto toccanti. Ci hanno fatto capire quanto il bullismo sia negativo e pericoloso sotto tutti gli aspetti, e quanto sia importante parlarne con gli adulti, affrontando l’argomento con delicatezza, ma allo stesso tempo anche con tanta fermezza e coraggio. Gli effetti di questi comportamenti violenti possono causare ferite interiori ed esterne, problemi psicologici e persino la morte.

Vincenzo e Cristina ci hanno, inoltre, spiegato perché un ragazzo fa il bullo: di solito si tratta di una persona fragile che, per non dimostrare questa “debolezza”, si nasconde dietro a una maschera protettiva, mostrando a tutti la sua aggressività “bullizzando” qualcun altro. In questo fenomeno non ci sono solo il bullo e la vittima, ma anche tutte le persone che assistono senza dire nulla: gli spettatori.

L’altra tematica che abbiamo affrontato è quella dei rischi legati all’utilizzo dei social network, o social media. Si tratta di vere e proprie piazze virtuali dove i ragazzi si incontrano, si conoscono, condividono spesso false immagini di sé o, al contrario, tengono un diario sul quale raccontare esperienze e sfogare ogni dolore e che troppo spesso diviene teatro di episodi di violenza verbali, che possono portare anche al suicidio. Sono proprio i social network a fare da esca per il cyber-bullismo.

Un esempio è la storia di Nadia: 14 anni e una vita spezzata una domenica mattina. Si è uccisa gettandosi dall’ex Hotel Palace di Cittadella, in provincia di Padova. Dalla ricostruzione dei fatti è emersa l’amara scoperta degli insulti che riceveva in rete su Ask.fm, un social network molto diffuso tra i giovani: “Ucciditi”, “Non sei normale, curati. Nessuno ti vuole, nessuno”, “Secondo me tu stai bene da sola!!!!!!!!!!! Fai schifo come persona!!!”

Che cosa è accaduto? Che cosa ha portato Nadia a maturare una scelta così drammatica in una cameretta tanto simile alle nostre, dove pensiamo di essere protetti da ogni pericolo? Purtroppo i social – network ed il cyber-bullismo hanno reso anche le nostre case luoghi poco sicuri: sono strumenti troppo potenti e la storia di questa ragazza è solo uno dei tantissimi esempi drammatici, tra i giovani.

L’incontro con Vincenzo e Cristina è stato molto interessante: ci ha fatto riflettere e capire tante cose, ad esempio che ci sono persone molto sensibili che, anche a causa di semplici termini che abitualmente usiamo per scherzare, possono sentirsi ferite. Proprio per questo motivo, i bulli approfittano di questa fragilità per offenderle e commettere così atti di bullismo, che le faranno sentire ancora più indifese.  La cosa che ci colpisce maggiormente, in questa riflessione sul bullismo, sono le persone che restano a guardare, a volte ridendo senza intervenire: gli spettatori. Questo aiuta il bullo a sentirsi appoggiato da tutti e lo spinge a continuare credendosi un “leader”.

Una tema interessante che ha attirato la nostra attenzione è quello dei social network, che noi ragazzi usiamo frequentemente. Prima di questo incontro, non eravamo al corrente di tutti i pericoli presenti, infatti abbiamo iniziato ad usare questi mezzi imitando gli amici più grandi ma senza, appunto, sapere come si usano in sicurezza. Bisogna essere molto attenti e prudenti, perché le caratteristiche di  alcuni spazi social consentono alle persone malintenzionate di “bullizzare” anonimamente altri ragazzi; ne è un esempio Ask. Ci sono, poi, uomini che fingono di essere altre persone, creando profili falsi e commettendo atti di pedofilia ai danni di minori, soprattutto nei confronti delle ragazzine.

Ci ha fatto molto piacere ricevere tutte queste informazioni da un esperto  come Vincenzo, che ci ha fatto pensare e aprire gli occhi su com’è il mondo di Internet. Abbiamo capito che è proprio da noi ragazzi che deve partire un autentico STOP AL BULLISMO!

Vogliamo ringraziare di cuore Vincenzo Vetere e Cristina Passias, che si sono messi in gioco per noi.

Questo articolo è stato scritto da: Sonia Berizzi, Elisabetta Rota e Soukaina Fatihi della classe prima A